Are you a Carer, Occupational Therapist or Physiotherapist? Join our Healsoul.

Implantologia

impianto-dentale
OIP (4)

Cos’è un impianto dentale?

Un impianto dentale è un dispositivo protesico fisso, composto in lega di titanio completamente biocompatibile che funge da radice artificiale, inserito nell’osso mascellare e/o mandibolare.
L’impianto dentale completo lo possiamo considerare a tutti gli effetti un dente, pertanto la sostituzione dei denti naturali mancanti con impianti dentali permette al paziente di recuperare la piena funzionalità masticatoria ,fonetica ed estetica.
L’impianto dentale ha notevoli vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali, infatti con l’impianto dentale, si riesce a sostituire la radice del dente naturale.
È preferibile l’utilizzo dell’impianto rispetto alle protesi fisse su denti naturali, detto ponte a sostegno dentale, perché così facendo non si vanno a pregiudicare i denti naturali sani per sostituire gli elementi mancanti.

Quali sono le componenti di un impianto dentale?

L’impianto dentale è composto da due parti principali:
Vite endossea (o fixture):
la vite endossea è l’elemento dell’impianto dentale cilindrico e filettato che, a seguito del suo inserimento nell’osso mandibolare o mascellare, subirà il processo di osteointegrazione, ossia il processo di integrazione nel tessuto osseo.
Abutment (o componente transmucosa):
l’abutment è l’elemento dell’impianto che connette la vite endossea alla protesi dentaria.

La protesi dentaria su impianti è ciò che sostituisce il o i denti mancantii, è quindi la parte sovrastante l’impianto dentale, che ha il compito di sostituire i denti naturali persi.

È importante ricordare che le dimensioni di un impianto dentale, nella fattispecie della vite endossea, variano a seconda della quantità e qualità di osso mascellare o mandibolare disponibile: più il tessuto osseo è disponibile e maggiore sarà la dimensione dell’impianto endosseo.

Tutto questo è possibile pianificarlo grazie alla radiografia digitale 3d Cone Beam.

Grazie ad una diagnosi anticipata, è possibile ridurre significativamente i tempi ed il numero degli interventi a cui il paziente deve sottoporsi in caso di quantità ossea limitata, come innesti ossei autogeni o complesse procedure di rigenerazione ossea, che possono essere in questo modo evitati.

Inoltre abbiamo la possibilità di sfruttare aree di osso difficilmente individuabili con la chirurgia tradizionale durante il posizionamento degli impianti.

Altro aspetto positivo può essere dato dalla riduzione dell’invalidità chirurgica (chirurgia di Flapless). Il controllo dell’azione chirurgica guidata consente una minima invasività e induce una guarigione dei tessuti più rapida, con ridotta presenza di dolore post-operatorio, minor sanguinamento e gonfiore, con conseguente riduzione dei tempi di riabilitazione, dove nella maggior parte dei casi il paziente può tornare alla normalità già il giorno successivo l’intervento.